Categorie: SIMM Formazione News

Il Gruppo CRC - un network di più di 100 associaizoni tra cui SIMM - ha pubblicato la seconda edizione del Rapporto “I dati regione per regione 2021”, a distanza esatta di tre anni dalla prima. La pubblicazione affianca l’analisi nazionale sviluppata nel Rapporto annuale di monitoraggio, con l’obiettivo di offrire una fotografia regionale attraverso una serie di indicatori che sintetizzano le principali informazioni ad oggi disponibili a livello regionale. Partendo dai contenuti dei rapporti annuali di monitoraggio, sono stati individuati sette raggruppamenti tematici, due in più rispetto alla prima edizione.

Fin dall’inizio questa pubblicazione è stata vista come un nuovo modo per il Gruppo CRC di sollecitare e dare un contributo alle istituzioni locali, attraverso informazioni utili a comprendere le condizioni in cui vivono i bambini e gli adolescenti nelle nostre regioni al fine di migliorare la capacità di tutela e di effettiva promozione dei diritti dell’infanzia su tutto il territorio nazionale.

La pubblicazione è organizzata in schede regionali che offrono dati sintetici e comparabili relativi alle aree tematiche individuate. Ciascuna scheda illustra il dato relativo a ogni regione mettendolo a confronto con quello nazionale, per evidenziare le specificità regionali rispetto alle tendenze medie presenti nel nostro Paese.

Qui è possibile rivedere l'evento nazionale di presentazione del Rapporto I dati regione per regione 2021.

Qui è possibile scaricare il Rapporto I dati regione per regione 2021

Gruppo Minori Migranti SIMM

Categorie: Rifugiati e richiedenti asilo Salute Mentale e Migrazioni News
"La situazione di violenza e di disprezzo della legalità al confine polacco bielorusso ha raggiunto livelli che non erano mai stati visti ancora in Europa da decenni. Segnalo su il Riformista (pagina prima  e nove) di martedì 16.11 una mia lunga analisi della situazione nella quale faccio osservare che quanto sta accadendo non è dovuto a un momento di impazzimento ma é la conseguenza estrema di aver praticato azioni violente ed illegali sistematicamente negli ultimi anni da parte di diversi paesi in un quadro di complicità generale e di crollo del sistema giuridico di tutela dei diritti fondamentali. Le vicende sulla rotta balcanica che hanno toccato anche l'Italia anche se in modo meno grave, si muovono sullo stesso solco di illegalità istituzionale diffusa e fuori controllo."
 
  Gianfranco Schiavone
 

Categorie: SIMM News

15 agosto 2021

Gino Strada è stato un esempio per molti, e la sua perdita ha toccato profondamente noi soci SIMM, che siamo stati abituati ad averlo coraggioso compagno di strada (e molto spesso apripista). Anni fa, quando un’improvvida proposta di legge voleva farci diventare delatori, obbligandoci a denunciare i pazienti senza permesso di soggiorno, Gino e Emergency combatterono insieme alla SIMM perché quella legge non passasse.

Nonostante i suoi impegni in giro per il mondo, la sua presenza per i diritti sanitari nel nostro paese non è mai venuta meno, fino alle lotte insieme a Emergency di questi mesi per garantire il vaccino a tutti. Dignitas in salute, salus in dignitate: il motto della nostra SIMM sembra pensato per Gino. Abbiamo chiesto alla nostra socia Graziella Sacchetti, amica di lunga data di Gino Strada, di raccontarci qualcosa di lui. Questa è la sua toccante testimonianza.

 

Grazie Gino, Maestro di Vita e Compagno di Strada, di Graziella Sacchetti

“Ciao Gino”, “Grazie Gino”: questo hanno scritto quasi tutti i giornali italiani di ieri. E anche noi vogliamo salutare questo medico, questo uomo, questo compagno di viaggio nel cammino della difesa dei diritti e della salute per tutti, che è un filo comune che unisce tutti i soci della SIMM e tante altre persone che nel nostro Paese e nel mondo promuovono ogni giorno il bene comune, la salute dell’umanità.

Gino Strada ha fatto molte cose in questi anni e non stiamo ad elencarle, l’abbiamo sentito e letto in questi giorni e anche noi aggiungiamo il nostro GRAZIE!

Qualcuno, o forse molti di noi, l’hanno conosciuto personalmente sia nel percorso professionale che affettivo. Io ho conosciuto Gino a Gibuti, circa 25 anni fa (ancora prima di conoscere la SIMM!), quando lavoravo per la Cooperazione Italiana in un ospedale materno infantile di una baraccopoli africana.

Gino non aveva ancora fondato Emergency, ed era il mio Capo Progetto: in gran parte per merito suo ho capito cosa vuol dire lavorare in un Paese in via di sviluppo. Ho re-imparato a fare una medicina d’urgenza, a non sprecare i materiali sanitari, a usare i farmaci essenziali, a ragionare su diagnosi e cure che tenessero conto delle risorse locali, sia tecnologiche che umane. Ho imparato che, durante un’epidemia di colera, curare non vuol dire solo reidratare i pazienti ma anche andare a pulire e disinfettare le latrine.

Nell’ospedale di Balbalà – questo era il nome della baraccopoli in cui operavamo – quando Gino era il ‘capo’ nessuno entrava con le armi e, nel periodo in cui si era acceso un conflitto armato nel nord del Paese, abbiamo ricoverato e curato nella stessa corsia feriti provenienti da entrambi i fronti del conflitto, posizione che procurò a Gino critiche sia dal Governo locale che… dal governo italiano!

Nel tanto tempo passato insieme, Gino ci raccontava delle mine anti uomo, della sua esperienza precedente con la Croce Rossa Internazionale. Da lui ho imparato la parola francese (a Gibuti il francese era la lingua veicolare con i locali) lâche, vigliacco: così Gino definiva la guerra con le mine antiuomo, una guerra “vigliacca”.

Questo è Gino Strada che ho conosciuto, il medico, l’uomo e il maestro che Gino ha continuato a essere, per me e per le donne e gli uomini con cui abbiamo condiviso quell’esperienza africana. E, possiamo dirlo, è stato un maestro per l’umanità intera.

È stato in quegli anni, in quel territorio africano che Gino definiva abbandonato da dio e dagli uomini, che nacque l’idea di Emergency, con Teresa e Cecilia, che erano venute a trovarlo, dato che lui ‘spariva’ dalla loro vita per mesi interi… per anni.

Poi Emergency è nata davvero: ricordo le riunioni con il gruppetto iniziale a casa di Gino, di giorno, di sera, condividendo discussioni politiche, progetti esistenziali, passioni tradite e voglia di rimettersi in gioco, insieme, su poche ma chiare parole d’ordine: no alla guerra, da qualsiasi parte venga e per qualsiasi motivazione, no alle mine antiuomo, sì al diritto alle cure per tutti, senza differenze di risorse economiche e di appartenenza etnica.

Ed è con questi fili comuni che il cammino della SIMM si è incontrato anni fa con Emergency, nella campagna nazionale “Noi non segnaliamo”, campagna vittoriosa, che ha segnato un momento importante per garantire agli stranieri presenti sul suolo italiano senza tessera sanitaria un accesso sicuro alle cure necessarie.

Con Emergency ci accomuna l’impegno ad affiancare le azioni per la salute delle popolazioni svantaggiate con ferme posizioni pubbliche, politiche. In questi anni in cui i temi della sicurezza dei profughi, vittime di violenze di ogni genere in Libia e altrove, sono purtroppo stati all’ordine del giorno, Emergency è sempre stata in prima linea, a lottare con noi.  Proprio in queste settimane a Milano abbiamo combattuto con i volontari di Emergency e con altri compagni di strada perché la Regione Lombardia garantisse la vaccinazione per il Covid agli stranieri irregolari.

Per la SIMM oggi ricordare Gino Strada vuol dire questo: continuare l’impegno nella sanità e nel sociale, con forza e determinazione, insieme, per ridare diritti a coloro cui sono stati tolti, per garantire uguaglianza dove la discriminazione ha creato povertà e miseria e ridare speranza a quell’umanità che, in questi tempi, pare averla persa.

CIAO GINO, GRAZIE GINO!

 

Allegati:
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