Categorie: SIMM News

12 maggio 2021

La difficoltà di accesso alle vaccinazioni delle persone senza permesso di soggiorno, senza codice fiscale, residenza o fissa dimora, era stata prevista, nonostante il Piano Strategico Vaccinale 2020 puntualizzasse che:

La Costituzione italiana riconosce la salute come un diritto fondamentale dell’individuo e delle comunità. Lo sviluppo di raccomandazioni su gruppi target a cui offrire la vaccinazione sarà ispirato dai valori e principi di equità, reciprocità, legittimità, protezione, promozione della salute e del benessere, su cui basare la strategia di vaccinazione.

Il sito AIFA dedicato ai vaccini, https://www.aifa.gov.it/domande-e-risposte-su-vaccini-covid-19 , il 3 febbraio alla voce “Procedure di vaccinazione dei vaccini Pfizer e Moderna”, fra le faq riportava questa risposta:

Per effettuare la vaccinazione alle persone (italiane e straniere) in condizioni di fragilità sociale” “sulla base di quanto sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana e di quanto previsto dall’articolo 35 del Testo Unico sull’immigrazione, può essere accettato un qualsiasi documento (non necessariamente in corso di validità) che riporti l’identità della persona da vaccinare e/o Tessera sanitaria – Tessera TEAM (Tessera Europea Assistenza Malattia) – Codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) – Codice ENI (Europeo Non Iscritto). In mancanza di un qualsiasi documento verranno registrati i dati anagrafici dichiarati dalla persona e l’indicazione di una eventuale ente/struttura/associazione di riferimento”

oggi lo stesso sito, aggiornato al 28 aprile è stato così modificato:

  1. Chi ha diritto alla vaccinazione?

Tutte le persone residenti o stabilmente presenti sul territorio italiano, con o senza permesso di soggiorno, che rientrano nelle categorie periodicamente aggiornate dal Piano Vaccinale.

Le parole ‘stabilmente presenti’ entrano evidentemente in contrasto con la sigla STP che indica gli stranieri ‘temporaneamente presenti’, sigla che include tutte le persone senza regolare permesso di soggiorno e che per lo più non hanno accesso al SSN se non per cure urgenti ed essenziali. I pazienti con codice STP ed ENI non hanno il medico di medicina generale, e questo li allontana dal programma assistenziale cui dovrebbero, come tutti, avere diritto.

Eppure fra le cure urgenti ed essenziali secondo l’attuale normativa sono incluse e con particolare riguardo, la profilassi, la diagnosi e la cura delle malattie infettive.

Decreto Legislativo 286/98, art. 35, comma 3: Ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, sono assicurate, nei presidi pubblici e accreditati, le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, con particolare riguardo alla profilassi, alla diagnosi e alla cura delle malattie infettive.

Attualmente le realtà locali con difficoltà cercano autonome soluzioni per finalizzare la prenotazione dei pazienti STP o ENI alla vaccinazione. Queste soluzioni, quando “escogitate”, non sono state uniformate e pertanto persistono grandi differenze tra un’azienda sanitaria locale e un’altra, paradossalmente anche nello stesso territorio regionale, nonché tra province contigue.

Ma anche quando grazie all’ostinato contributo  del terzo settore, in collaborazione con la sanità pubblica locale, si riesca a far accedere i pazienti STP o ENI ai centri hub di vaccinazione (spesso in assenza di mediazione culturale), il paziente viene spesso respinto senza essere vaccinato, dato che sulla piattaforma nazionale di registrazione dei vaccini, attualmente affidata a Poste Italiane, non è possibile (perché non previsto) inserire nel campo CODICE FISCALE un codice alternativo, come quello STP o ENI.

Questa situazione sta lasciando scoperta da vaccinazione una gran quantità di pazienti fragili, fragili per antonomasia, fragili proverbiali, fragili per identità sociale, culturale, clinica e psichica, fragili per ghettizzazione residenziale e abitativa che pertanto sono spesso più a rischio di contrarre e trasmettere la malattia da SARS COV 2.

La mancata vaccinazione di una sacca così sensibile di popolazione costituisce un rischio di inficiare la buona riuscita di tutto il piano vaccinale, in un momento in cui preservare la salute del singolo coincide con preservare la salute della comunità.

Chiediamo, in base a quanto su esposto, che la piattaforma nazionale di registrazione dei vaccini venga prontamente aggiornata in modo tale da permettere di default l’inclusione dei pazienti senza codice fiscale secondo le stesse sequenze di priorità clinica della popolazione italiana.

Chiediamo altresì indicazioni precise, nazionali, che guidino le sanità locali, giuste modalità e le scadenze temporali per adeguarsi in maniera tempestiva e uniforme su tutto il territorio; inoltre, ultima ma non ultima sul piano delle necessità pratiche, che sia prevista tecnicamente una maggiore flessibilità riguardo alla residenza o alle documentazioni in possesso degli utenti, onde evitare che farragini burocratiche vanifichino la necessità di dare urgente risposta a questa istanza di salute pubblica globale e comunitaria.

 

Categorie: SIMM News

È ormai diventato un mantra: la pandemia Covid ha creato nuove disuguaglianze, ha aumentato quelle esistenti a livello dei singoli territori, delle Nazioni, tra Paesi, nel mondo. Questo per causa diretta della malattia e per tutti gli effetti diretti ed indiretti della stessa.

Poi ci sono gli invisibili. Ci sono persone, gruppi di popolazione a livello locale, nelle nostre città, tra le nostre case, e intere comunità nazionali che non esistono nei programmi di mitigazione, di prevenzione, nei "ristori" o nelle future politiche di rilancio. Invisibili ma presenti. Sono tutti coloro fuori dagli standard amministrativi nostrani o esclusi dalle cronache internazionali, sono quelli sotto casa ma senza una casa e quelli di paesi lontani dalle rotte del benessere e dei diritti.

Non deve sorprendere che la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni abbia ritagliato in ambito locale ed internazionale, sul piano tecnico politico il primo e sull'aspetto di sensibilizzazione il secondo, il proprio impegno in questa pandemia. Per questo ha promosso, o si è inserita, in reti e alleanze, per portare all'attenzione e far emergere diritti di persone e di gruppi dimenticati: e sui vaccini il confronto è diventato di drammatica attualità.

 

Salvatore Geraci e Alessandro Verona hanno scritto un articolo per raccontarcelo su Saluteinternazionale: https://www.saluteinternazionale.info/2021/03/gli-invisibili-e-il-diritto-al-vaccino/

 

Categorie: SIMM News

La SIMM promuove una staffetta di digiuno di sensibilizzazione, dal 26 marzo al 7 aprile, sul tema dell'accessibilità globale ai vaccini anti COVID-19

La Simm partecipa alla campagna che invita la Commissione europea a fare tutto quanto in suo potere per rendere i vaccini e le cure anti-pandemiche un bene pubblico globale, accessibile gratuitamente a tutti e tutte.

La SIMM aderisce alla campagna No profit on pandemic, una ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei), basata su una raccolta di firme in ogni Paese europeo, raggiungendo per ognuno una soglia minima, per l'Italia 53.580, ed un totale di un milione di firme per tutti i Paesi dell'Unione europea insieme.

Invitiamo ad approfondire e a firmare l'iniziativa attraverso questo sito internet: https://noprofitonpandemic.eu/it/ 

Considerato che il risultato dipende dalla partecipazione in tutti i Paesi europei, chiediamo di invitare alla firma anche i vostri contatti che si trovano altrove nell'Unione Europea.

Questi sono gli obiettivi della campagna:

1 — Salute per tutti

Abbiamo tutti diritto alla salute. In una pandemia, la ricerca e le tecnologie dovrebbero essere condivise ampiamente, velocemente, in tutto il mondo. Un’azienda privata non dovrebbe avere il potere di decidere chi ha accesso a cure o vaccini e a quale prezzo. I brevetti forniscono ad una singola azienda il controllo monopolistico sui prodotti farmaceutici essenziali. Questo limita la loro disponibilità e aumenta il loro costo per chi ne ha bisogno.

2 — Trasparenza ora!

I dati sui costi di produzione, i contributi pubblici, l’efficacia e la sicurezza dei vaccini e dei farmaci dovrebbero essere pubblici. I contratti tra autorità pubbliche e aziende farmaceutiche devono essere resi pubblici.

3 — Denaro pubblico, controllo pubblico

I contribuenti hanno pagato per la ricerca e lo sviluppo di vaccini e trattamenti. Ciò che è stato pagato dal popolo dovrebbe rimanere nelle mani delle persone. Non possiamo permettere alle grandi aziende farmaceutiche di privatizzare tecnologie sanitarie fondamentali che sono state sviluppate con risorse pubbliche.

4 — Nessun profitto sulla pandemia

Le grandi aziende farmaceutiche non dovrebbero trarre profitto da questa pandemia a scapito della salute delle persone. Una minaccia collettiva richiede solidarietà, non profitti privati. L’erogazione di fondi pubblici per la ricerca dovrebbe sempre essere accompagnata da garanzie sulla disponibilità e su prezzi controllati ed economici . Non deve essere consentito a Big Pharma di depredare i sistemi di assistenza sociale.

I vaccini disponibili contro il SARS-CoV2 sono protetti da brevetti che ne limitano la produzione, rallentando la risposta alla pandemia,

La sospensione anche temporanea dei brevetti è l'unica strada per poter produrre i vaccini in tante aziende, in tutto il mondo: il grave rischio è che la protezione dalla COVID-19 diventi irraggiungibile in particolare per i Paesi con meno risorse economiche, e che si verifichi uno scenario drammatico con una pandemia incontrollabile, causando molte ulteriori morti e sofferenze, fisiche e sociali.

L'11 Marzo 2021 i membri dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization - WTO) hanno esaminato la proposta portata da India a e Sud Africa nell'Ottobre 2020, che chiedeva una deroga sui brevetti per la produzione dei vaccini contro la COVID-19, che avrebbe agevolato la produzione e l'esportazione dei sieri in zone del mondo a basso reddito.

Tale proposta si riferisce all'articolo dei TRIPs (Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights) che prevede il diritto degli Stati membri del WTO di includere nella loro legislazione una disposizione per l’uso del brevetto senza autorizzazione del titolare per facilitare l’accesso ai farmaci (la cosiddetta “licenza obbligatoria”), in circostanze di emergenza.

Malgrado la critica emergenza in corso in tutto il mondo, questa proposta è stata bloccata dai Paesi ad alto reddito, inclusa l'Italia, e dal Brasile.  


Come funziona la staffetta di digiuno?

La staffetta di digiuno di sensibilizzazione promossa dalla SIMM avrà inizio il 26 marzo e terminerà il 7 aprile.

E' possibile partecipare attraverso questo link, inserendo il proprio nome:  https://doodle.com/poll/x8t8vsatpr5etna3

Vi preghiamo di indicare il giorno in cui volete aderire, specificando il nome della persona che partecipa.

L'ideale è che per ogni giorno ci siano almeno due persone prenotate, quindi vi chiediamo di controllare anche le altre prenotazioni in modo da evitare sovrapposizioni o buchi.

In caso di partecipanti che non soci SIMM, invitiamo ad aggiungere l'associazione/organizzazione di appartenenza dopo il nome

 Cosa possiamo fare oltre al digiuno di sensibilizzazione?

Firma e fai firmare la petizione dell'Iniziativa Comunitaria Europea attraverso il sito della campagna:  https://noprofitonpandemic.eu/it/
Se hai contatti in altri Paesi dell'UE, invita anche loro alla firma della petizione, è fondamentale, in particolare per i Paesi che ad oggi hanno avuto poche adesioni.

 Perché il 26 marzo?

È la data della ricorrenza dell'annuncio da parte del dott. Salk, nel 1953, del primo vaccino antipoliomelite. Il vaccino non venne brevettato dallo scienziato, per garantirne la massima distribuzione. Quando in una intervista televisiva gli fu chiesto chi possedesse il brevetto del vaccino, lui rispose: "La gente, suppongo. Non c'è brevetto. Si può brevettare il sole?"

 Perché il 7 aprile?

È la giornata mondiale della salute, che coincide con la data in cui entra in vigore l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 1948.

Nella data del 7 aprile la campagna europea No profit on pandemic ( http://noprofitonpandemic.eu ) realizzerà iniziative attraverso i propri comitati nazionali.

In questa data il Comitato italiano prevede un evento di sensibilizzazione trasmesso in diretta su facebook.

 

Ultime News

Hai trovato errori o refusi ti invitiamo a segnalarli al seguente link