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"Le ragioni contro l’idea di istituire un nuovo CPR in Italia sono innumerevoli e nel corso degli anni si è accumulata una vasta gamma di rapporti, libri, documentari e studi di vario genere che confermano il pesante impatto negativo sulla vita e sui diritti delle persone trattenute". 

Lo dichiarano nell'appello allegato 38 Associazioni in risposta alle dichiarazioni del Prefetto Valenti e del sindaco di Firenze, Dario Nardella durante la Conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza, in merito ad una possibile apertura di un Centro di Detenzione per persone straniere (CPR) in Toscana.

Strutturalmente legati alla violazione dei diritti umani di chi vi si trova rinchiuso, "i Centri di Permanenza per il Rimpatrio non sono strumenti “estremamente utili” come indicato dal Sindaco Nardella", ricordano le organizzazioni firmatarie.
Al contrario sono strumenti di oppressione, che sin dall'istituzione con la legge Turco-Napolitano del 1998 ad oggi, sono diventati teatro di profonda sofferenza, caratterizzati da sostanziali e innumerevoli violazioni di quei diritti inviolabili di cui all’art. 2 della Costituzione, del diritto alla difesa, del diritto alla salute, del diritto a una vita dignitosa, della libertà di comunicazione con l’esterno.

  "L’entusiasmo del Sindaco Nardella verso l’apertura di un CPR in Toscana si trova inoltre in perfetta continuità con le istanze del
Governo a guida Fratelli d’Italia, che nella bozza preliminare alla legge di bilancio pone le basi per l’allocazione di €42.000.000 dedicata proprio all’ampliamento della rete dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio. Una continuità di intenti che ha origini a partire dal Ministero dell’Interno a guida Minniti, il quale chiedeva la realizzazione di un CPR per ogni regione, istanza ripresa da allora da ogni Governo succeduto, di qualsiasi colore.", concludono le organizzazioni firmatarie, che invitano ad aderire all'appello denunciando " la gravità della continua riproposizione di un modello incostituzionale basato sulla privazione della libertà personale che inevitabilmente e quotidianamente dimostra le sue pesanti ricadute sui diritti umani delle persone trattenute".

Hanno sottoscritto questo appello, proposto da ASGI -sezione Toscana, le associazioni presenti in Toscana:
A.N.G. Accoglienza Non Governativa, Arci Firenze, Arci Toscana, Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, Associazione di Volontariato Il Muretto, Associazione Periferie al Centro odv – fuori binario, Associazione Progetto Arcobaleno, Associazione Tutori Volontari MSNA Regione Toscana, Avvocato di Strada – Sportello di Siena, Azzerokm aps, Comitato “Fermiamo la guerra” di Firenze, Comunità delle Piagge, Corte dei Miracoli APS, COSPE Onlus, Elmataba Firenze, Federazione provinciale PRC Grosseto, Firenze Città Aperta, Gli Anelli Mancanti, Medici per i Diritti Umani, OXFAM Italia, Partito della Rifondazione Comunista (PRC) Firenze, Per un’altra città, laboratorio Firenze, Sinistra Progetto Comune;
e le associazioni operanti in Italia e all'estero:
ActionAid, Associazione Optì Pobà, Avocats Sans Frontières Tunisia,Cambio Passo APS-Onlus, Giuristi Democratici, Large Movements APS, LasciateCIEntrare, Legal Team Italia, Mai più Lager – No ai CPR, Naga ODV, Napoli Monitor, Osservatorio CPR Torino, SIMM Società Italiana Medicina delle Migrazioni, Forum Tunisien pour les Droits Économiques et Sociaux FTDES.

Per aderire, come organizzazione o a titolo personale, potete compilare questo modulo 

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Il presidente della SIMM, Marco Mazzetti, in quest'intervista a Informazione senza filtro analizza il fenomeno migratorio, dagli errori delle politiche di controllo, all'integrazione, alla salute mentale: https://www.informazionesenzafiltro.it/migranti-salute-italia/

"Prima di parlare della salute mentale dei migranti, e se vuole dei disturbi da stress post-traumatico provocati dalle torture che subiscono nei centri di reclusione libici o nei viaggi in mare sempre in bilico tra la vita e la morte, vorrei fare una premessa che considero essenziale per comprendere ciò che sta accadendo, tenuto conto dei tanti luoghi comuni che spesso vengono utilizzati per analizzare un fenomeno che lascerà un segno nella storia dell’uomo. La medicina non può essere sganciata dalla realtà sociale nella quale viviamo”.

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