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L’europarlamentare del Prc Vittorio Agnoletto lancia un appello ai parlamentari italiani affinchè «respingano l'emendamento sull'immigrazione, che propone l'abolizione del divieto di segnalazione alle autorità degli immigrati senza permesso di soggiorno che richiedono assistenza sanitaria e la segnalazione per coloro che non possono pagare le prestazioni sanitarie». Per Agnoletto, «l'accoglimento di tale emendamento produrrebbe un ostacolo sostanziale al ruolo di garanzia del diritto alla salute attualmente svolto dal servizio sanitario pubblico sia nei confronti dei singoli che della collettività. Un ruolo e un servizio - continua Agnoletto - che sono ritenuti esemplari in Europa e che invece qualcuno nel nostro Paese vuole cancellare in nome di una pericolosa idea di differenziazione di diritti tra italiani e stranieri». (Adnkronos).

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«Forte preoccupazione» è stata espressa oggi dal Coordinamento nazionale immigrazione della Caritas di fronte all'ipotesi di modifica di parte del testo unico sull'immigrazione in tema di sanità. Se approvata, con la modifica all'articolo 35 delle disposizioni di legge sull'immigrazione - modifica proposta dalla Lega Nord -, verrebbe meno l'attuale divieto di segnalare all'autorità giudiziaria l'irregolarità di stranieri negli ospedali e negli ambulatori. Oggi, infatti, a medici e personale sanitario è fatto divieto di denunciare i casi di immigrati non in regola con le norme di soggiorno che richiedano prestazioni sanitarie. «Il rischio è che si alimenterebbe in tal modo il proliferare di un'approssimativa sanità parallela e clandestina, con gravi rischi per la salute delle persone costrette a farvi ricorso» si legge in un comunicato della Caritas diramato alla chiusura, oggi a Roma, del primo incontro del Coordinamento che rappresenta le 220 Caritas diocesane operanti in tutt'Italia e che, nella capitale, si è confrontata sui temi della sicurezza e dei diritti umani. (ANSAmed).

  • Comunicato Coordinamento Nazionale Immigrazione Caritas
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Il prof. Salvatore Amato, come presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Palermo, esprime forte e legittima preoccupazione da parte medici e degli odontoiatri italiani riguardo agli emendamenti presentati da alcuni senatori in sede di esame del DDL 733 sull’immigrazione ed in particolare di quello volto ad abrogare il comma 5) dell’art.35 del DLgs 286/’98).
Il Presidente dell’Ordine palermitano si fa testimone dell'importanza che la norma fino ad ora praticata ha rappresentato come grande occasione di inclusione degli immigrati presenti nel territorio.
Palermo ha visto fiorire tantissime iniziative pubbliche che nell'interpretazione corretta della legge hanno consentito di curare anche in ottica transculturale tante persone altrimenti escluse con grave danno per la salute loro e nostra. L'Italia deve andare fiera di quanto fatto finora e non è possibile cancellare con un colpo di spugna i risultati con fatica raggiunti fin ad ora.
A nome dei medici di Palermo e provincia il Presidente condivide quanto fatto dalla SIMM ed è pronto ad intraprendere qualunque altra forma di iniziativa per il rispetto dei principi deontologici e di quelli di solidarietà, accoglienza e tutela della salute.

Comunicato Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri Palermo

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