Gli effetti sulla salute ad un anno dal Decreto Sicurezza

Categoria: Formazione

Gli effetti sulla salute ad un anno dal Decreto Sicurezza

Sabato 16 novembre 2019 dalle 8.30 alle 13.30  presso la Caritas Ambrosiana
Via San Bernardino, 4 Milano 

Un anno di “Decreto Sicurezza” (L. 132/2018) con relativi emendamenti e modifiche: quali sono stati gli effetti sul diritto alla salute e alla cura delle persone? Il decreto può dirsi in linea con quanto sancito dalla Costituzione (Art. 32) secondo cui “… La Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”? Ne parliamo il 16/11/2019 con esperti provenienti dal mondo della Sanità e del Diritto.

 

L’applicazione del Decreto Sicurezza (DS) può di fatto diminuire il numero dei soggetti stranieri con diritto all’assistenza sanitaria alla pari dei cittadini italiani, aumentando invece (in particolare attraverso  l’abolizione  del permesso per motivi umanitari) la quota delle persone irregolari con la conseguente minore capacità da parte dei servizi di intercettare le situazioni a rischio e di garantire la necessaria  continuità assistenziale.

Neppure il nuovo “permesso di soggiorno per cure mediche” sembra sufficiente a garantire la fruizione del diritto alla salute, soprattutto per le necessità di persone con patologie croniche che richiedono terapie salvavita di lunga durata. Permangono molte perplessità circa la procedura certificativa per la definizione dello stato di “particolare gravità, accertata mediante idonea documentazione… tale da determinare un rilevante pregiudizio alla salute degli stessi in caso di rientro nel Paese di origine o di provenienza”: specialmente nel caso delle patologie cronico-degenerative, si rischiano di interpretazioni difformi e restrittive, laddove non si tengano in debito conto i “determinanti sociali” che caratterizzano il Paese di origine dello straniero.

Vanno poi considerate le potenziali ripercussioni sulla salute, intesa in senso bio-psico-sociale, di coloro che saranno costretti per gli effetti della legge ad interrompere un processo di integrazione personale e familiare nella nostra società. Le ripercussioni sulla salute mentale di questi soggetti, spesso minori e comunque portatori di fragilità, sono imprevedibili e potenzialmente gravi. È indubbio che l’indebolimento o l’interruzione di presidi e supporti sia  medici che psicologici, destinati a individui che hanno spesso subito gravi traumi e per i quali sono  necessari interventi di assistenza, diagnosi precoce, cure adeguate e riabilitazione, rappresentano un grave rischio per la salute psicologica e il benessere individuale e per l’intero tessuto sociale comunitario.

I partecipanti rifletteranno su questi aspetti del Decreto Sicurezza con relatori esperti che inquadreranno il Decreto Sicurezza nei sui risvolti sanitari sia dal punto di vista giuridico sia come determinante sociale di salute. Sarà inoltre analizzata la procedura certificativa connessa con il rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche. La seconda parte della mattinata, infine, si focalizzerà sulle ricadute del Decreto Sicurezza sulla salute mentale.

Il seminario è stato accreditato per le professioni sanitarie (4 crediti ECM) ed è in fase di accreditamento presso l'Ordine degli Assistenti Sociali

Le iscrizioni si sono chiuse, per informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

La SIMM scrive alla ministra Grillo

www.asgi.it

Legge 1 dicembre 2018 - n.132

 

 

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