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Il professionista della cura: un lavoro come altri?

Il professor Sandro Spinsanti, oltre a essere da decenni amico della SIMM, è uno dei bioeticisti più noti del nostro paese e uno studioso attento dell’evoluzione delle professioni sanitarie. In passato abbiamo recensito e presentato diversi suoi scritti e ora vogliamo segnalarne l’editoriale dell’ultimo numero di Recenti Progressi in Medicina, che considera la condizione attuale delle professioni sanitarie.
L’indispensabile approccio tecnico-scientifico sembra essere sempre più dominante nella formazione, tanto da lasciare in ombra le diverse e complesse dimensioni umane che interessano i professionisti. Tra queste entrano senz’altro in gioco gli aspetti relazionali dell’atto di cura, che sappiamo essere anche essenziali per il buon esito degli interventi terapeutici, ma anche quelli organizzativi, i loro risvolti economici e giuridici, le motivazioni che ci guidano nelle nostre scelte professionali. Noi della SIMM possiamo ampliare queste considerazioni anche alla rete delle professioni d’aiuto (educatori, assistenti sociali, insegnanti eccetera) che giocano un ruolo chiave nell’assistenza ai nostri pazienti e la cui collaborazione è spesso decisiva per la promozione della salute.
I soci della SIMM, anche per i contesti in cui operano, conoscono bene il valore di questa complessità.
L’articolo di Sandro può essere letto e scaricato a questo link:
https://www.recentiprogressi.it/archivio/4631/articoli/46398/
e ne riportiamo qui il riassunto:
 
“Il dibattito sull’impegno degli specializzandi evidenzia l’evoluzione della professione medica. Oltre la retorica della “vocazione” o della sofferenza iniziatica, emerge la necessità di una professionalità nuova. Questa deve integrare competenze scientifiche e Medical Humanities, essere supportata da tutele giuridiche e organizzative e fondarsi su una relazione terapeutica basata sulla fiducia e sulla collaborazione tra colleghi.”
 
Buona lettura!
                           Marco Mazzetti