Formazione

Sin dalla sua istituzione, diversi soci SIMM si sono impegnati nell’ambito della formazione sui temi collegati alla salute dei migranti; per un lungo periodo di tempo tali iniziative sono rimaste però disgiunte e spesso conosciute solo in ambito locale, e in quanto tali poco valutabili su scala nazionale dal punto di vista quantitativo e qualitativo.
In occasione del Congresso di Lampedusa del 2004, si è sentita però l’esigenza di iniziare a ragionare su quali dovessero essere i contenuti e le metodologie basilari propri di un corso di formazione di base, anche per avere criteri di riferimento da utilizzare in caso di richiesta di patrocinio della SIMM da parte di soggetti esterni.
Una ricerca commissionata dal Ministero della Salute/CCM e condotta negli anni 2008-2010 dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università Sapienza di Roma, ha permesso di effettuare un primo censimento ed una caratterizzazione degli oltre 2.000 eventi formativi svolti in Italia su questi temi nel periodo 2002-2008.
Contestualmente, il progetto ha ripreso ed aggiornato le Raccomandazioni SIMM del 2004 in un documento dal titolo “Indicazioni metodologiche relative alla Formazione degli operatori sociosanitari”, che è stato formalmente sottoscritto, oltre che dalla SIMM, da 13 regioni italiane.
Negli anni 2011-2012, in occasione del rinnovo dello Statuto e del relativo Regolamento di attuazione - che, all’art.9, disciplina le attività di ‘Promozione o gestione di eventi formativi’ - la SIMM ha riconosciuto nella ‘formazione’ una dimensione strategica su cui investire, nella stessa ottica di promozione della salute degli stranieri su cui era già tradizionalmente impegnata. La qualità degli operatori della salute - intesa sia come preparazione professionale e competenza operativa che come approccio ed attitudine alla relazione - è infatti uno strumento essenziale per una adeguata risposta ai bisogni delle persone immigrate.
In tale direzione (e per avere maggiore visibilità come Società scientifica impegnata nella formazione), la SIMM si è quindi impegnata a formalizzare il proprio ruolo di Ente formatore autonomo ottenendo, nel dicembre 2012, il riconoscimento provvisorio come Provider nazionale ECM; nell’agosto del 2015, sono state ultimate le pratiche per la richiesta del riconoscimento ‘standard’, che si aspetta imminente.
In questi quattro anni, sotto il coordinamento del ‘CTF’ (Comitato Tecnico per la Formazione) e con il supporto della sua segreteria, la SIMM – sulla base delle proposte pervenute dai soci - ha presentato annualmente i propri ‘Piani formativi’ e rendicontato, ad ogni fine anno, gli esiti degli stessi. Tale percorso ha visto una progressiva articolazione tematica e diffusione geografica delle iniziative di formazione e aggiornamento (inizialmente concentrate in alcune regioni), nonché un progressivo coinvolgimento dei GrIS. Si auspica quindi di consolidare l’impegno formativo della SIMM e promuovere sempre più il confronto delle esperienze, la conoscenza delle buone pratiche e la sperimentazione di approcci innovativi.

Chi siamo:
Comitato Tecnico per la Formazione (CTF): Elisabetta Cescatti, Cinzia Gradellini, Claudia Gandolfi, Alessandro Rinaldi, Graziella Sacchetti, Maria Laura Russo (Responsabile nazionale per la Formazione)
Segreteria della Formazione: Emma Pizzini
Responsabile della qualità: Michele Loiudice

Categoria: Formazione

Il 28 ottobre e 11novembre 2017 a Trento si svolgerà il corso di formazione in clinica transculturale sulla salute dei migranti forzati, organizzato dal GrIS Trentino in collaborazione con la SIMM (presso Villa S.Ignazio a Trento).

In Trentino, accoglienza, assistenza e promozione della salute delle persone richiedenti/titolari di protezione internazionale costituiscono, da sempre, un obiettivo. La Provincia Autonoma di Trento, da quest’anno, ha predisposto un protocollo operativo (Delibera n.693 del 5/5/2017), nato dalla volontà di superare, da un punto di vista organizzativo, la logica emergenziale con la quale si è affrontato il fenomeno dei migranti forzati e predisporre una modalità più strutturata e sistematica di accoglienza, assistenza sanitaria, promozione della salute e integrazione dei richiedenti asilo nella provincia con l’obiettivo di garantire il raggiungimento del più alto standard di salute possibile a tutti gli individui presenti sul territorio trentino.

All’interno del protocollo, l’APSS ha affidato al Gr.I.S. Trentino l’istituzione di un albo di professionisti sanitari volontari, tra i quali, medici di medicina generale, medici specialisti di diverse discipline, infermieri, e tale albo rappresenta uno dei nove aspetti identificati come prioritari in tema di accoglienza e assistenza e promozione della salute dei richiedenti asilo. Fondamento di tale albo è il corso di formazione qui presentato,

Il corso di base ha come obiettivo la formazione in ambito transculturale dei professionisti sanitari volontari chiamati a prendersi carico della salute dei profughi e dei richiedenti asilo nella Provincia di Trento. Il corso si propone, da un lato, di esaminare i fattori che ostacolano l’accesso ai servizi sanitari per richiedenti/titolari di protezione internazionale e gli elementi di criticità rilevati nel contesto provinciale, dall’altro, di formare i professionisti della salute sulle Linee guida riguardanti i “Controlli sanitari all’arrivo e percorsi di tutela per i migranti ospiti nei centri di accoglienza“.

Il corso è rivolto in primo luogo ai professionisti che esprimono la disponibilità per l’inserimento nell’albo dei professionisti volontari del GrIS Trento, pertanto in fase d’iscrizione sarà data loro la precedenza. 

Le iscrizioni si chiudono il 24 ottobre e possono essere fatte attraverso il relativo form online.

Categoria: Formazione

Dal 25 al 27 ottobre 2017 a Roma si svolgerà la seconda edizione del XXV Corso base di Medicina delle Migrazioni, organizzato dall'Area sanitaria della Caritas in collaborazione con la SIMM (presso la Cittadella della Carità Santa Giacinta a Roma).

Quasi il 9% della popolazione nel nostro Paese è composta da cittadini non italiani, immigrati in Italia essenzialmente per motivi di lavoro e per ricongiungimento familiare. Un fenomeno non occasionale ed una presenza stabile a cui si aggiunge una pressione migratoria di chi scappa dal proprio paese e fa dell’Italia una tappa più o meno obbligata (negli ultimi tre anni sono sbarcate quasi 500.000 persone).In ambito sanitario, seppur con una normativa lungimirante che favorisce la piena inclusione di questa popolazione nei percorsi di tutela e di promozione della salute, ancora esistono radicati pregiudizi, presunzioni infondate reciproche, ostacoli ingiustificati che, congiuntamente a problematiche comunicative e culturali, rendono difficile e spesso inefficace l'accesso e la fruizione dei servizi. Le recenti dimensioni quantitative raggiunte dall’accoglienza di persone in fuga sta ponendo alcune problematiche organizzative solo in parte affrontate in modo adeguato.

Il Corso, coordinato da operatori con esperienza pluriennale nel campo della sanità delle migrazioni, è indirizzato a medici, personale infermieristico, assistenti sociali, operatori sociosanitari, mediatori culturali e altre figure professionali interessate a migliorare le loro conoscenze nella medicina delle migrazioni. È un Corso base, di primo livello, per condividere alcune acquisizioni indispensabili per ridurre barriere conoscitive, relazionali, organizzative e favorire un reale esercizio del diritto alla salute per tutti.

Categoria: Formazione

Il 25 ottobre 2017 a Udine si svolgerà il corso di formazione "Richiedere protezione internazionale in Friuli Venezia Giulia, accoglienza, salute ed integrazione", organizzato dal GrIS Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la SIMM (presso l'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Udine).

Nell’affrontare la tematica di diritti goduti ed esercitabili dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale è necessario considerare due livelli distinti e complementari: da una parte, individuare i diritti di cui sono titolari i migranti forzati e valutare l’adeguatezza dei servizi offerti finalizzati a renderli realmente effettivi; dall’altra, esaminare quali sono, nella realtà territoriale, le modalità di accesso a tali servizi e rilevare l’eventuale presenza di barriere (burocratiche, amministrative, relazionali, culturali, etc.), che rendono problematico il reale godimento di tali diritti. È evidente la necessità di analizzare il rapporto complesso fra titolarità ed esigibilità dei diritti. Il corso di base esaminerà i fattori che ostacolano l’accesso ai servizi sanitari per richiedenti e titolari di protezione internazionale e gli elementi di criticità rilevati nel contesto regionale del Friuli Venezia Giulia, ma al contempo, analizzerà e presenterà i diversi percorsi sviluppati e attivati per ridurre le difficoltà che l’’utenza’ incontra nell’accesso ai servizi sanitari.

Le iscrizioni si chiudono il 20 ottobre e possono essere fatte attraverso il relativo form online.

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