Salute e Migrazione: Curare e prendersi cura - 28 e 29 novembre 2019

Categoria: Formazione

In occasione della collaborazione tra l'Osservatorio Sanità di Frontiera e la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) si presenta un’edizione speciale del corso, di due giornate, dedicata ai Medici di Medicina Generale: i “medici di famiglia” sono - infatti - l’avamposto naturale dell’assistenza sanitaria e, prima ancora e più in generale, del bisogno di cura della popolazione.

Nell’ottica di una salute senza esclusione infatti, tanto il Medico di Medicina Generale che il Pediatra di libera scelta rappresentano, in virtù della loro prossimità ai luoghi di vita delle persone, un tassello fondamentale per l’approccio alla salute intesa come benessere, e soprattutto come elemento cardine della rete di servizi deputati sul territorio alla presa in carico dei pazienti.

Nella diade “cura” e “popolazione”, c’è la sfida da raccogliere quotidianamente, sfida che diventa ancor più complessa quando la popolazione è eterogenea, composta anche da molti stranieri che, per quanto portatori di bisogni spesso sovrapponibili a quelli della popolazione italiana, li esprimono talvolta in modalità differenti, derivanti dai differenti vissuti e riferimenti culturali.

Il presente corso   intende offrire informazioni puntuali, condividere conoscenze  e proporre modalità      operative  che     consentano di approcciarsi in modo  più  consapevole        al paziente straniero.

Verrà inquadrato il fenomeno migratorio nel suo insieme con un’apertura sulle attuali dinamiche migratorie in Europa e sulla composizione dell’immigrazione italiana, cui seguirà un approfondimento sulle questioni legali connesse alla nuova normativa nazionale, per poi concentrarsi sugli aspetti più strettamente legati alla salute e alla cura dei migranti:  sia quella fisica, che quella mentale, troppo spesso trascurata e tuttavia di cruciale importanza per persone talvolta vittime di traumi e ferite “invisibili”.

Tutto nell’ottica di un approccio di ascolto attivo della persona e dei suoi bisogni, nella convinzione che porsi con uno sguardo informato e più aperto di fronte al paziente straniero costituisca al contempo un bene per quest’ultimo, un valido supporto per i medici nello  svolgimento della loro professione “in prima linea” e, più in generale, un bene per tutti, dal momento che il benessere dei migranti e quello della comunità di accoglienza sono inscindibili.

Le giornate prevedranno diversi momenti di interazione e scambio tra partecipanti e docenti al fine di garantire uno spazio di condivisione e approfondimento sui temi trattati.  

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