SIMM

Categoria: SIMM

La SIMM ha prodotto documenti, raccomandazioni e rapporti spesso in collaborazione con altri Gruppi (vedi pagina "rapporti con partecipazione SIMM"), con una filosofia di lavoro di rete, di volontà di creare alleanze e supporti reciproci partendo da ciò che unisce o che può essere reciprocamente stimolante ed arricchente, con l'obiettivo di promuovere una salute senza esclusioni.

Riportiamo i testi più significativi. • La formazione per la SIMM

  • 2004: Raccomandazioni SIMM sulla formazione
  • 2010: Indicazioni metodologiche condivise con le Regioni

  • SIMM & SIP/GLNBI

Da anni esiste una stretta collaborazione tra SIMM e Gruppo di Lavoro Nazionale del Bambino Immigrato e dal 2003 si è formalizzato in convegni congiunti (alcuni in collaborazione con l'ISMU) che hanno prodotto delle raccomandazioni finali:

  • 2005: Raccomandazioni II Convegno Nazionale Congiunto
  • 2007: Raccomandazioni del III Convegno Nazionale Congiunto
  • 2010: Raccomandazioni del IV Convegno Nazionale Congiunto
  • 2011: Comunicato stampa con SIP

  • Simm sul bambino straniero

Il Consiglio di Presidenza della SIMM ha chiesto al socio Marco Mazzetti di analizzare l’impatto delle politiche sulla scuola e sulla presenza di figli di immigrati alla luce del bisogno di una sana crescita psicologica del bambino straniero. Il suo contributo è la posizione della SIMM.

  • 2009:_ Documento SIMM “Di quali leggi abbiamo bisogno” di Marco Mazzetti

  • SIMM & ACP
  • 2011: I ragazzi di Lampedusa. L’Associazione Culturale Pediatri e la Società italiana di Medicina delle Migrazioni esprimono la propria preoccupazione per l’attuale situazione dei minori migranti sbarcati a Lampedusa.

  • SIMM & FIMP
  • 2007: Adesione proposta accesso al pediatria di famiglia per ogni bambino straniero presente in Italia anche in condizione di irregolarità e clandestinità

  • SIMM & OISG

Una collaborazione ormai consolidata è con l'Osservatorio Nazionale sulla Salute Globale di cui alleghiamo i documenti più significativi:

  • 2004: Immigrati: diritti negati a Lampedusa

  • SIMM & Opera Nomadi

Una particolare attenzione è certamente posta dalla nostra Società alla popolazione Rom e Sinta, e questo tema da qualche anno trova spazio nei nostri Convegni. L'Opera Nomadi ha da tempo avviato una riflessione sui temi sanitari e affidato alla SIMM di coordinare questa riflessione comune.

Riportiamo il documento finale di sintesi del Gruppo Sastipè degli ultimi Seminari  Nazionali:

  • 2008: Sastipè - Sanità

 DOCUMENTI VARI

  • 2010 - Documento di sintesi: "Per un sistema socio-sanitario culturalmente competente, equo e di qualità" (ISS e Min. Sal.; Caritas)
  • 2010 - La nota della SIMM sulle malattie infettive del 14 luglio
  • 2007 - Documento con IOM su TB, AIDS e Mobilità Umana (in inglese)
  • 2004 - Commento documento programmatico governativo 2004 - 2006
  • 2003 - Nota per il CNEL: Contributo per la proposta di documento programmatico relativo alla politica dell'immigrazione

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Riportiamo dei documenti e degli articoli che permettono di ricostruire il percorso della Medicina delle Migrazioni in Italia. Vogliamo però inquadrare il tutto nell'analisi dei sistemi sanitari per capire l'oggi con lo spessore della storia. Ripercorriamo i temi della medicina delle migrazioni e della salute degli immigrati attraverso gli articoli di due autori che negli ultimi 20 anni sono stati testimoni attenti delle politiche sanitarie in questo ambito. Infine riportiamo le considerazioni di un ministro della salute che ha firmato, nel passato, una importante legge sull'immigrazione. - Gavino Maciocco, 2006: Le riforme dei sistemi sanitari nell'era della globalizzazione
- Salvatore Geraci, 2005: La medicina delle migrazioni in Italia: un percorso di conoscenza e di diritti
- Salvatore Geraci, 2007: Luci ed ombre delle politiche sanitarie per gli immigrati alla fine del 2007
- Maurizio Marceca, 2007: La salute degli stranieri tra fatti, contraddizioni e cambiamenti (rapporto ISMU 2007)
- Maurizio Marceca 2006: La salute degli immigrati (rapporto ISMU 2006)
- Livia Turco, 2006: La prevenzione per la promozione della salute e l'integrazione dei popoli
- Salvatore Geraci 2005: considerazioni e dati sulla salute degli immigrati (rapporto Caritas-Migrantes 2005)
- Salvatore Geraci 2006: La sindrome di Salgari
Commissione ministeriale Salute e Immigrazione 2006-2008

- Insediamento Commissione Salute e Immigrazione, 12 dicembre 2006
- I Commissari
- Sintesi dei lavori della Commissione (luglio 2007)
Documenti internazionali

  • Bratislava Declaration on health, human rights and migration - 23 novembre 2007
  • Conclusions and Recommendations Conferenza di Lisbona: Salute e migrazioni nell'Unione Europea - 27 e 28 settembre 2007

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21 aprile 2015. Lo sbarco dei Mille a….Palermo con una decina di scabbie e di varicelle. Considerazioni di un medico sui fatti narrati da “la 7” il 19.04.15 sera, in merito al pericolo di contagio della popolazione a causa del mancato controllo. Il giorno 18 aprile u.s., nottetempo, tramite il 118, due giovani cittadini dalla pelle scura ed ignoti arrivano, dopo un breve passaggio al Pronto Soccorso, nel reparto di Medicina Interna del Policlinico di Palermo, dove presto la mia attività di dirigente medico internista, e dove il piano di contingenza dell’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia ha previsto la pronta disponibilità di due posti letto per l’accoglienza sanitaria degli sbarcati, dopo il primo filtro al porto ad opera degli operatori socio-sanitari dell’ASP, della Croce Rossa Internazionale e di altri enti ed associazioni del terzo settore. Diagnosi d’ingresso: malattia esantematica con febbre il primo e scabbia il secondo. Si viene a sapere che i due giovani sono stati prelevati nelle adiacenze della locale Stazione Centrale dove giacevano per terra sotto una coperta improvvisata da almeno tre giorni. Non si riesce a comunicare per problemi linguistici. Le condizioni generali sono scadenti; pessime quelle igieniche. Si vedono sui loro corpi gli effetti della traversata. I due ragazzi sembrano subire passivamente. E’ evidente un isolamento comunicativo. Il verbale del pronto Soccorso parla di scabbia in fase crostosa e di possibile varicella. All’ingresso i pazienti vengono subito soccorsi, visitati e rifocillati, non senza preoccupazioni derivanti soprattutto dal fatto di ricoverare nella stessa stanza la varicella e la scabbia, per il resto nessun allarme visto che trattasi di malattie ben note dalle nostre parti.

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Categorie: SIMM Equità in salute

Nella consapevolezza che la conoscenza della cornice normitava sia un elemento strategico per la completa realizzazione del diritto alla salute dei migranti, condividiamo in questa pagina lo Schema semplificato (e non esaustivo) della tipologia della presenza di cittadini non italiani e diritto alla tutela sanitaria alla luce dell’Accordo Stato – Regioni e Province autonome del20.12.2012 aggiornato con le modifiche al Testo Unico sull' Immigrazione del 2018.

 

 

Allegati:
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E' stata realizzata la presentazione del Documento "Access, Cure, Care. L’approccio alle infezioni da virus epatitici e da HIV nella popolazione migrante", raccontata in un articolo del Sole24Ore.
Il documento è stato redatto da specialisti di diverse discipline, pubblicato tra i Quaderni della salute de Il Sole24ore , e realizzato con il contributo non condizionante di Gilead Sciences.

Il documento racchiude gli interventi necessari per favorire la tutela della salute delle persone migranti, finora definita su normative spesso disattese e da linee guida a volte frammentate, indicando le modalità con cui procedere e proponendo azioni concrete da avviare nel breve termine, dagli screening infettivologici all'arrivo negli hotspot fino alla diagnosi ed al trattamento delle malattie infettive trasmissibili, dalla presa in carico multidisciplinare e con fascicolo sanitario elettronico, alla capillarizzazione dell'assistenza nella medicina del territorio, dalla prevenzione ed informazione, alla formazione degli operatori e delle operatrici di salute sino alla costituzioni di network a più livelli.

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"Le ragioni contro l’idea di istituire un nuovo CPR in Italia sono innumerevoli e nel corso degli anni si è accumulata una vasta gamma di rapporti, libri, documentari e studi di vario genere che confermano il pesante impatto negativo sulla vita e sui diritti delle persone trattenute". 

Lo dichiarano nell'appello allegato 38 Associazioni in risposta alle dichiarazioni del Prefetto Valenti e del sindaco di Firenze, Dario Nardella durante la Conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza, in merito ad una possibile apertura di un Centro di Detenzione per persone straniere (CPR) in Toscana.

Strutturalmente legati alla violazione dei diritti umani di chi vi si trova rinchiuso, "i Centri di Permanenza per il Rimpatrio non sono strumenti “estremamente utili” come indicato dal Sindaco Nardella", ricordano le organizzazioni firmatarie.
Al contrario sono strumenti di oppressione, che sin dall'istituzione con la legge Turco-Napolitano del 1998 ad oggi, sono diventati teatro di profonda sofferenza, caratterizzati da sostanziali e innumerevoli violazioni di quei diritti inviolabili di cui all’art. 2 della Costituzione, del diritto alla difesa, del diritto alla salute, del diritto a una vita dignitosa, della libertà di comunicazione con l’esterno.

  "L’entusiasmo del Sindaco Nardella verso l’apertura di un CPR in Toscana si trova inoltre in perfetta continuità con le istanze del
Governo a guida Fratelli d’Italia, che nella bozza preliminare alla legge di bilancio pone le basi per l’allocazione di €42.000.000 dedicata proprio all’ampliamento della rete dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio. Una continuità di intenti che ha origini a partire dal Ministero dell’Interno a guida Minniti, il quale chiedeva la realizzazione di un CPR per ogni regione, istanza ripresa da allora da ogni Governo succeduto, di qualsiasi colore.", concludono le organizzazioni firmatarie, che invitano ad aderire all'appello denunciando " la gravità della continua riproposizione di un modello incostituzionale basato sulla privazione della libertà personale che inevitabilmente e quotidianamente dimostra le sue pesanti ricadute sui diritti umani delle persone trattenute".

Hanno sottoscritto questo appello, proposto da ASGI -sezione Toscana, le associazioni presenti in Toscana:
A.N.G. Accoglienza Non Governativa, Arci Firenze, Arci Toscana, Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, Associazione di Volontariato Il Muretto, Associazione Periferie al Centro odv – fuori binario, Associazione Progetto Arcobaleno, Associazione Tutori Volontari MSNA Regione Toscana, Avvocato di Strada – Sportello di Siena, Azzerokm aps, Comitato “Fermiamo la guerra” di Firenze, Comunità delle Piagge, Corte dei Miracoli APS, COSPE Onlus, Elmataba Firenze, Federazione provinciale PRC Grosseto, Firenze Città Aperta, Gli Anelli Mancanti, Medici per i Diritti Umani, OXFAM Italia, Partito della Rifondazione Comunista (PRC) Firenze, Per un’altra città, laboratorio Firenze, Sinistra Progetto Comune;
e le associazioni operanti in Italia e all'estero:
ActionAid, Associazione Optì Pobà, Avocats Sans Frontières Tunisia,Cambio Passo APS-Onlus, Giuristi Democratici, Large Movements APS, LasciateCIEntrare, Legal Team Italia, Mai più Lager – No ai CPR, Naga ODV, Napoli Monitor, Osservatorio CPR Torino, SIMM Società Italiana Medicina delle Migrazioni, Forum Tunisien pour les Droits Économiques et Sociaux FTDES.

Per aderire, come organizzazione o a titolo personale, potete compilare questo modulo 

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Il presidente della SIMM, Marco Mazzetti, in quest'intervista a Informazione senza filtro analizza il fenomeno migratorio, dagli errori delle politiche di controllo, all'integrazione, alla salute mentale: https://www.informazionesenzafiltro.it/migranti-salute-italia/

"Prima di parlare della salute mentale dei migranti, e se vuole dei disturbi da stress post-traumatico provocati dalle torture che subiscono nei centri di reclusione libici o nei viaggi in mare sempre in bilico tra la vita e la morte, vorrei fare una premessa che considero essenziale per comprendere ciò che sta accadendo, tenuto conto dei tanti luoghi comuni che spesso vengono utilizzati per analizzare un fenomeno che lascerà un segno nella storia dell’uomo. La medicina non può essere sganciata dalla realtà sociale nella quale viviamo”.

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In un momento ancora una volta complesso, in cui è stato necessario riprendere i principi deontologici ed etici che sottendono lo svolgere della professione medica in scienza e coscienza, come Gruppo di Lavoro Minori Migranti della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, ci preme riportare l’attenzione su una delle questioni più urgenti nel percorso di accoglienza che riguarda i più vulnerabili tra i vulnerabili, i minori stranieri non accompagnati. Il riconoscimento della condizione di minorenne per bambini e adolescenti che arrivano in Italia da soli, senza genitori o figure adulte di riferimento costituisce il presupposto essenziale affinché siano loro applicate le misure di protezione e assistenza previste dalla normativa vigente (Legge 47 del 7 Aprile del 2017, la prima in Europa), tra cui il diritto ad essere accolti in strutture per minori, ad avere un tutore, a non essere espulsi né trattenuti. Attualmente, in Italia, l’accertamento dell’età dei minori non accompagnati è disciplinato sulla base dell’accordo stipulato in sede di Conferenza Stato - Regioni e Province Autonome del 9 Luglio 2020 che ha approvato in via definitiva il documento denominato “Protocollo multidisciplinare per l’accertamento dell’età dei minori stranieri non accompagnati al fine di uniformare le prassi su tutto il territorio nazionale e superare eventuali discrezionalità.

Il Protocollo, ispirato alsupremo interesse” del minore (Convenzione di New York sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, del 1989 e ratificata con legge in Italia nel 1991) si propone l’obiettivo di superare, relativamente alla parte socio-sanitaria, le disomogeneità ancora rilevate a livello nazionale sull’accertamento dell’età dei minori stranieri non accompagnati e prevede che questo sia eseguito a carico del Sistema Sanitario Nazionale da equipe multidisciplinari con competenze specifiche, composte da un assistente sociale, uno psicologo dell’età evolutiva e/o NPI,  un pediatra e alla presenza costante di un mediatore culturale. L’approccio prevede l’intervento dei vari professionisti, in step successivi, e richiede che il presunto minore, così come il suo tutore, sia  consapevole della procedura cui viene sottoposto. La valutazione auxologica e quella eventualmente strumentale da parte del pediatra seguono alla valutazione psico-sociale e sono a supporto ma non dirimenti. Quindi, la relazione finale deve essere collegiale al fine, soprattutto, di ridurre il margine di errore (che va sempre riportato) nella stima di un’età che non sarà mai certa.

È importante ricordare che la Legge 47/2017 e il Protocollo multidisciplinare del 2020 raccomandano l’avvio della procedura per la determinazione dell’età di un presunto minore dopo aver garantito una prima accoglienza (non certamente al momento dello sbarco e in fase di rintraccio sul territorio nazionale), solo quando persista un fondato dubbio su quanto dichiarato dallo stesso e come extrema ratio dopo l’esecuzione delle possibili pratiche d’identificazione. Si ribadisce ancora una volta che il ricorso agli accertamenti strumentali, e in particolare alla radiografia del polso-mano sinistra (o altro), si configura come un’ulteriore extrema ratio nel caso in cui alla fine della valutazione collegiale dovesse persistere un dubbio da parte di tutta l’équipe multidisciplinare.

Tale procedura, condivisa in Conferenza Stato-Regioni e Provincie Autonome, già oggetto di monitoraggio per la sua corretta applicazione, dovrebbe essere implementata su tutto il territorio nazionale. A tal proposito, altrettanto fondamentale risulta la periodica formazione di tutti i soggetti coinvolti nel percorso di determinazione dell’età a partire dalle Forze dell’Ordine, che intercettano il presunto minore all’arrivo in Italia, all’Autorità Giudiziaria di competenza che dispone l’accertamento, ai tutori legali dei minori e ai professionisti socio-sanitari.

Il ricorso a procedure che nella sostanza si allontanino da tale percorso rappresenta un vulnus per il minore oltre che esporre l’esito dell’accertamento al rischio di impugnazione, in sede legale, con conseguente dispendio di risorse umane ed economiche.

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La Convenzione dei diritti del fanciullo (del 1989, ratificata con legge in Italia nel 1991) sancisce che a ogni minore, indipendentemente dallo status giuridico dei genitori, “devono essere assicurate la protezione e le cure necessarie al suo benessere”.

Il quadro normativo nazionale tutela la salute dei bambini e adolescenti stranieri, tenendo conto sia delle politiche attive di inclusione sociale, sia dell’accessibilità dei servizi sanitari. Nello specifico i LEA (DPCM 2017) assicurano a tutti i minori stranieri extracomunitari, non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, l’Iscrizione al Sistema Sanitario Nazionale compresa l’assistenza del Pediatra di Libera Scelta, al pari dei bambini italiani.

Ad oggi, i due più importanti ostacoli burocratico-amministrativi all’applicazione di tale normativa -la mancata assegnazione del Codice Fiscale e il mancato Codice di esenzione- sono stati superati rispettivamente da una Circolare dell’Agenzia delle Entrate e da una nota del Ministero della Salute. Nonostante ciò, molti di questi bambini non possono ancora godere della presa in carico continuativa di un Pediatra di Libera Scelta, che fornisca loro, oltre alla diagnosi e cura precoce delle patologie, un’attività di screening e prevenzione nonché di educazione sanitaria dei genitori. A questo si aggiunge la situazione normativa ancora incerta relativa ai minori comunitari.

La SIMM, che da più di vent’anni si occupa attivamente di questo ambito, continua la sua azione di monitoraggio e di advocacy, volta all'applicazione della normativa vigente e alla tutela della salute di questi bambini e adolescenti destinati perlopiù a diventare parte integrante della nostra società di domani.


L'approfondimento nell'articolo su Vita.it

 

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Comunicato stampa SIMM - 8 novembre 2022

 

 La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) esprime profonda preoccupazione per le condizioni di salute delle centinaia di migranti trattenuti in mare al largo della Sicilia su quattro navi gestite da Organizzazioni non Governative (ONG) che li hanno soccorsi nelle passate settimane. Tra i migranti ci sono centinaia di bambini, è riferita la presenza di persone malate e con necessità di assistenza medica, le condizioni igienico-sanitarie si aggravano di ora in ora, con comprensibili ripercussioni sulla salute fisica e mentale delle persone a bordo. La recente decisione di far sbarcare da una delle navi solo una parte dei migranti in base a una prima valutazione di “fragilità” da parte del personale del Ministero della Salute, oltre ad andare contro il principio etico del rispetto della vita, della salute fisica e psichica, della libertà e della dignità della persona (art. 5 Codice di Deontologia Medica), rappresenta un ulteriore affronto al principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione, nonché al rispetto delle persone soccorse.

 Nonostante le migrazioni rappresentino una componente strutturale e dinamica della società globalizzata, ci troviamo di fronte ancora oggi ad una gestione nuovamente emergenziale e politicamente strumentale. Come ampiamente documentato, gli sbarchi per mare rappresentano solo una parte minoritaria degli arrivi di migranti in Europa, che non giustifica in alcun modo approcci di chiusura e respingimento, che tra l’altro sfociano nella trasgressione del principio di non refoulement nonché della legislazione internazionale.

 La SIMM si occupa di salute e accesso alle cure per tutti gli individui, come sancito dall’Art. 32 della Costituzione Italiana. A nome di medici, infermieri e di tutto il personale socio-sanitario che si dedica alla cura dei migranti nel nostro Paese, la SIMM chiede che venga data assoluta priorità alla salvaguardia della vita e delle condizioni di salute delle persone soccorse in mare, e auspica che il Governo Italiano appena insediatosi garantisca il rispetto dei diritti umani inviolabili delle persone migranti, ed abbia un approccio strutturato verso il fenomeno migratorio, nel rispetto della dignità delle persone e del diritto internazionale.

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 Comunicato stampa TAI - 7 novembre 2022

Come organizzazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione e che si occupano della promozione dei diritti fondamentali, ci rivolgiamo ai Ministri dell’Interno, della Difesa e delle Infrastrutture del Governo Italiano, perché sia immediatamente consentito lo sbarco di tutti i naufraghi soccorsi negli scorsi giorni nel Mediterraneo Centrale, da giorni in attesa a bordo delle navi di salvataggio.

 

Il Decreto del Ministero dell’Interno del 4 novembre 2022, scritto di concerto con il Ministero della Difesa e il Ministero delle Infrastrutture, con il quale si pretende di riservare lo sbarco alle sole persone “che versino in condizioni emergenziali” e di respingere le altre fuori dalle acque territoriali, si pone decisamente in contrasto con il divieto di respingimento collettivo, e potrebbe portare a una nuova condanna dell’Italia per respingimenti illegali, come già fu nel 2012. Il Tavolo Asilo e Immigrazione sottoscrive, a questo proposito, l’analisi e l’appello proposto da Magistratura Democratica e allegato a questo comunicato stampa.

 

In questo momento le navi in attesa di fronte al porto di Catania, alle quali è stata imposta una illegittima selezione dei naufraghi, con decine di persone bloccate a bordo, devono raggiungere velocemente la terraferma, per poter beneficiare di cure mediche e protezione. L’eventualità che queste navi facciano sbarcare solo una parte delle persone a bordo, riportando le altre fuori dalle acque territoriali italiane, come richiesto dal nostro Governo, pone seri rischi di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.

La Geo Barents, la Humanity 1, la Rise Above e la Ocean Viking hanno agito nel pieno rispetto delle norme, tenendo costantemente informati i centri di coordinamento dei soccorsi di ogni fase delle operazioni di salvataggio, a partire dalla segnalazione di nave in pericolo fino alla richiesta di un porto sicuro per far sbarcare i superstiti. Ricordiamo che, secondo le convenzioni internazionali marittime, è preciso compito degli stati responsabili dell’area in cui il soccorso è stato compiuto cooperare per coordinare i soccorsi e designare un porto sicuro per i naufraghi: è solo al momento dello sbarco nel cosiddetto Place of Safety (POS), infatti, che l’operazione di salvataggio può dirsi terminata.

Il silenzio di Malta e le mosse politiche dell'Italia per ritardare lo sbarco dei sopravvissuti prolungano le sofferenze delle persone in cerca di sicurezza, costituendo episodi inaccettabili dal punto di vista umanitario e legale.

Come organizzazioni di tutela dei diritti umani, troviamo inaccettabile la totale inosservanza dei trattati e delle convenzioni internazionali da parte del nostro Governo, a scapito della dignità e della salvaguardia della vita umana, che non possono essere sacrificate per ragioni politiche.

 Chiediamo dunque al Governo italiano di:

  • Consentire lo sbarco immediato di tutte le persone attualmente a bordo delle navi di salvataggio Humanity 1, Geo Barents, Rise Above e Ocean Viking, come previsto dalle convenzioni internazionali;
  • Ritirare il Decreto Interministeriale del 4 novembre 2022, in ottemperanza del divieto di respingimenti collettivi.

E all’Italia e agli altri stati membri europei che:

  • Tutti gli stati costieri rispettino gli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali, collaborando per la buona riuscita delle operazioni di soccorso e la rapida individuazione di un porto sicuro di sbarco per i naufraghi;
  • Si stabilisca un meccanismo prevedibile di sbarco dei sopravvissuti che garantisca tempestività e sbarco in un luogo sicuro, dove la sicurezza della vita dei sopravvissuti è garantita e i loro bisogni umani fondamentali possono essere soddisfatti;
  • Si metta a punto una missione pubblica europea di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale, ad oggi la rotta migratoria più mortale al

 

A Buon Diritto, ACAT Italia, ACLI, ActionAid, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Caritas Italiana, Centro Astalli, CGIL, CIES, CIR, CNCA, Comunità Papà Giovanni XXIII, Emergency, Europasilo, Focus-Casa dei Diritti Sociali, Fondazione Migrantes, Intersos, Legambiente, Magistratura Democratica, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere, Movimento Italiani Senza Cittadinanza, Refugees Welcome Italia, Save the Children Italia, Senza Confine, OXFAM Italia, SIMM, UNIRE

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La salute dell’essere umano è un tema complesso che presenta diverse sfaccettature.
Salute non è soltanto quella che il migrante cerca dal medico di medicina generale o presso un ambulatorio del volontariato quando sta male, è un fenomeno sociale, singolo e collettivo.

Tutti noi e non soltanto i migranti trascorriamo gran parte della giornata e della vita al lavoro in luoghi più o meno salubri e più o meno sicuri e con diverse forme di occupazione, regolare o irregolare. Svolgiamo lavori ‘tranquilli’ e lavori ‘difficili, pericolosi e sporchi’; questi ultimi molto spesso sono riservati ai migranti.

Ho ritenuto utile inserire nel sito di SIMM alcuni miei scritti: il capitolo su ‘migranti, lavoro e salute’ (in allegato) parte di un testo per gli studenti di Medicina e gli specializzandi di Medicina del lavoro presso l’Università Statale di Milano e un recente articolo relativo alla situazione sanitaria e lavorativa (igiene e sicurezza sul lavoro) dei migranti presenti in Italia nel periodo Covid, frutto di una indagine svolta su un campione di lavoratori in Lombardia e nelle Marche, che ha confermato le affermazioni a cui sopra si è fatto cenno.

In una visione a 360 gradi, va rinforzata e ampliata l’ottica dell’intervento della SIMM e la conoscenza della problematica specifica, allargando la prospettiva al versante sociale e lavorativo, cruciale per la sopravvivenza e per una maggiore dignità di queste persone nel nostro Paese. Ciò può prevedere il confronto e il rapporto con Servizi di Medicina del Lavoro delle ASL, con i Sindacati e le Associazioni che si occupano di migranti, al fine di stimolare la loro attenzione per un intervento a favore della igiene e sicurezza di questi lavoratori, coinvolgendo pure il mondo delle imprese per una sua sensibilizzazione alla problematica.

 https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/11/02/covid-e-lavoratori-migranti-cresce-la-poverta-molti-hanno-perso-limpiego-ecco-il-report-sulla-lombardia/6857561

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P R O R O G A   T E M P O   P E R    I S C R I V E R S I   A L   M A S T E R:  FINO AL 31 GENNAIO 2023

Sono aperte le iscrizioni alla nona edizione Master in Salute Globale, Migrazioni e Trasformazioni Sociali. 
Si tratta del primo Master realizzato in Italia sul tema degli aspetti medici e sociosanitari dell’assistenza agli immigrati e a coloro che soffrono di traumi sociali.

Secondo un approccio di Salute Globale, fondato sul paradigma dei determinanti sociali di salute, saranno analizzate le diseguaglianze che attraversano le nostre società e proposti strumenti operativi di contrasto. Quest’anno ci si focalizzerà in particolare sulle trasformazioni sociali prodotte dalle crescenti disuguaglianze causa/effetto delle continue emergenze.

Per avere ulteriori informazioni accedi al sito del Master, dove troverai anche il modulo d'iscrizione.