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Nel triennio 2014-2016 sono stati oltre 55.000 i minori stranieri non accompagnati (MSNA) sbarcati sulle coste Italiane. Al 31 dicembre 2016 erano oltre 17.300 quelli presenti nelle specifiche strutture di accoglienza: 6,7% femmine e quasi 10.000 i diciassettenni ma anche 46 bambini sotto i 6 anni!

Da tempo si chiedeva una legge organica al fine di rafforzare gli strumenti di tutela garantiti dall'ordinamento in favore dei minori stranieri. La Legge 7 aprile 2017, n. 47 (in G.U. 21 aprile 2017, n. 93) “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati” completa un percorso che l’Italia da tempo ha avviato.

Si tratta del primo provvedimento organico in Europa dedicato all’accoglienza e alla protezione dei tanti bambini e adolescenti che giungono da soli nel nostro territorio, scappando da realtà (guerra, persecuzione, povertà ecc.) in cui è loro negato il “diritto inerente alla vita” e al futuro (art. 6 Convenzione di New York).

In particolare, questa nuova legge risponde alle criticità del sistema italiano di accoglienza che sono emerse nel corso degli ultimi anni, ridefinendo alcuni importanti punti come:

  • Divieto assoluto di respingimento alla frontiera dei MSNA.
  • Ampliamento del divieto di espulsione. Il provvedimento di espulsione può essere adottato solo a condizione che non comporti "un rischio di danni gravi” per il minore.
  • Accoglienza, da garantire il più precocemente possibile in specifiche strutture con l’estensione dell'accesso ai servizi dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) a tutti i MSNA.
  • Tutela legale. E’ prevista l’istituzione di elenchi di tutori volontari su tutto il territorio nazionale e la promozione dell’affido familiare.
  • Procedura unica d’identificazione del minore. Sono introdotte maggiori garanzie procedurali, tra cui la presenza di mediatori culturali e l’armonizzazione delle pratiche di accertamento dell’età nell’ambito di un approccio olistico multidisciplinare per evitare esami medici invasivi, quanto inutili.
  • Sistema informativo nazionale dei MSNA che comprende la raccolta delle cartelle sociali contenenti tutti gli elementi utili alla determinazione del successivo percorso del minore, anche per quanto riguarda i procedimenti amministrativi e giudiziari, nel suo superiore interesse.

Questa legge, pur presentando ulteriori margini di miglioramento, rappresentata un importante passo avanti nel percorso di tutela dei diritti dei MSNA in Italia, in un’ottica d’inclusione ed equità.

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E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 12 gennaio 2017 con i nuovi Livelli essenziali di assistenza - LEA (Supplemento ordinario n. 15). Il nuovo Decreto sostituisce integralmente - a distanza di 16 anni - il DPCM 29 novembre 2001, con cui erano stati definiti per la prima volta le attività, i servizi e le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), con le risorse raccolte attraverso la fiscalità generale. Gli articoli 62 e 63 (sui 64 totali) sono riferiti ai cittadini non appartenenti all’Unione Europea richiamando esplicitamente le norme del Testo Unico sull’immigrazione e del suo Regolamento (art. 34 e 35 del Decreto Legislativo n. 286 del 27 luglio 1998 e dell'art. 42 e 43 del decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 31 agosto 1999) e, di fatto, l’Accordo del 20 dicembre 2012, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul documento recante: «Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province autonome». (Rep. Atti n. 255/CSR). Proprio da quest’ultimo è ripresa la novità più importante della parte che riguarda gli immigrati e cioè la previsione che “I minori stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all'ingresso ed al soggiorno sono iscritti al Servizio sanitario nazionale ed usufruiscono dell'assistenza sanitaria in condizioni di parità con i cittadini italiani” (articolo 63, comma 4). Quando nel 2005 come SIMM presentammo alla comunità scientifica questa proposta, ad esclusione del Gruppo di Lavoro Nazionale per il Bambino Immigrato (GLNBI) e dei pediatri in genere che aderirono facendola propria e successivamente insieme coniammo lo slogan “ad ogni bambino il suo pediatra”, fummo considerati illusi e visionari. Oggi, esprimendo la nostra soddisfazione, dobbiamo però sottolineare come tutto ciò non basta: possono essere esclusi di fatto da questo diritto assistenziale i minori figli di cittadini comunitari presenti in Italia in condizione di fragilità (ENI) creando una chiara discriminazione tanto più grave in quanto si tratta di minori, e, per tutti, la non previsione di una specifica esenzione dal ticket potrebbe vanificare la norma stessa. Su questi temi la SIMM continuerà il proprio impegno.

 

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Categoria: News

Il 6 gennaio 2017 è entrato in vigore il regolamento che definisce i meccanismi per la determinazione dell’età dei minori non accompagnati vittime di tratta. L’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) e altre 25 associazioni impegnate in prima persona con e per gli immigrati, chiedono di non lasciare senza tutela nessuno. Il Regolamento chiarisce le procedure che devono essere adottate per determinare l’età dei minori vittime di tratta e introduce alcune fondamentali garanzie. La corretta identificazione come minorenni dei ragazzi e delle ragazze di età inferiore ai 18 anni costituisce un presupposto essenziale per la loro protezione e assistenza. Tuttavia, vi sono ancora significative lacune normative per quanto riguarda i minori non accompagnati che non siano riconosciuti come vittime di tratta. Questi ultimi rappresentano ad oggi la quasi totalità dei minori non accompagnati presenti in Italia (in alcuni casi effettivamente non vi è alcun reato di tratta, in altri casi il minore è vittima di tratta ma non viene riconosciuto come tale). Si auspica pertanto che le disposizioni previste dal D.P.C.M. n. 234/16 siano applicate in via analogica a tutti i minori stranieri non accompagnati, anche non vittime di tratta. Apparirebbe del tutto irragionevole, infatti, ipotizzare che i meccanismi per la determinazione dell’età debbano essere differenti a seconda che il minore non accompagnato sia o meno vittima di tratta, fatta eccezione per l’esigenza di tenere in considerazione gli specifici traumi derivanti dallo sfruttamento e dagli abusi subiti dai minori vittime di tratta.

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